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Antonia Masanello PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Febbraio 2011 09:15

ANTONIA MASANELLO

"Masenella" la garibaldina

Antonia venuta al mondo nel cuore dell’estate 1833 in un’abitazione posta in contrà della Fossona all’epoca nell’ambito territoriale della parrocchia di Montemerlo, fuggì nottetempo nella primavera del 1860 assieme al marito, sospettato di simpatie liberali, desideroso di arruolarsi con i Mille di Garibaldi.

Affidata in custodia la loro figlioletta, i due si diressero a Genova per l’imbarco, ma non giunsero in tempo per essere parte della storica spedizione. Non si persero d’animo: partirono di lì a qualche giorno con un piroscafo che lì sbarcò a Marsala con qualche altra decina di volontari e un carico di armi e munizioni.

Raggiunsero i Mille a Salemi giusto all’indomani della celebre battaglia di Calatafimi (15 maggio), vittoria inaugurale della leggendaria impresa. Antonia
seguì il marito in combattimento e, ovviamente camuffata da uomo, contrastò ella stessa le milizie dell’esercito borbonico. Soltanto un paio di ufficiali erano a conoscenza della sua reale identità ed ebbero a dichiarare che Tonina (così veniva affettuosamente chiamata) “avrebbe potuto comandare un battaglione se la sua condizione di donna non glielo avesse impedito”. Il brevetto di caporale e il “congedo con onore” conseguiti sotto il falso nome di Antonio Marinello al termine della campagna, dopo la capitolazione della fortezza di Gaeta (13 novembre 1861), starebbero a confermare la condotta di impavido “combattente” della Masanello.

In seguito si stabilì con la propria famiglia a Firenze: qui, colpita da tisi, terminò i suoi giorni poco tempo dopo, nella primavera del 1862. L’epitaffio dettato dal poeta Francesco Dall’Ongaro e impresso sulla lapide al cimitero fiorentino di S.Miniato, riassume compiutamente la singolare vicenda umana di Tonina:

“L’abbiam deposta, la Garibaldina all’ombra della Torre di San Miniato con la faccia rivolta alla marina perché pensi a Venezia, al lido amato. Era bionda, era bella, era piccina ma avea cor di leone e di soldato. E se non fosse che era donna le spalline avria avute e non la gonna e poserebbe sul funereo letto con la medaglia del valor sul petto. Ma che fa la medaglia e tutto il resto? Pugnò con Garibaldi, e basti questo!”.

Per tramandare questo singolare personaggio, misconosciuto perfino nella propria terra, l’artista Piero Perin, originario di Cervarese e recentemente scomparso, ha plasmato un tondo in terracotta che rappresenta la Masenella, una giovane donna dai capelli ricci al vento fermati da un cappello con frontino
alla garibaldina e ampio orecchino pendente dal loro sinistro. Soltanto una bandiera italiana modellata sul lato sinistro della scultura rievoca la guerra che ella combatté per l’unificazione dell’Italia. Con gesto munifico, l’artista ha recentemente donato questa sua opera alla biblioteca comunale di Cervarese
S.Croce, ubicata presso l’ex parrocchiale S.Michele di Montemerlo, affinché sia esposta al pubblico richiamando così alla memoria un tassello di storia locale finora coperto dall’oblio.


Fonte: Biblioteca Comunale di Cervarese Santa Croce
Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Febbraio 2011 13:09
 


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