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Carlo Leoni PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Febbraio 2011 10:22

CARLO LEONI

Patriota - Storico

Pier Carlo (Carlo) nacque a Padova il 29 genn. 1812 da Nicolò, di famiglia nobile patavina, e da Antonietta Verri di Milano, figlia del celebre Pietro e di Vincenza Melzi d'Eril. Visse gran parte dell'infanzia e della giovinezza tra Padova e Arquà ed ebbe come precettore l'abate bassanese G. Barbieri, discepolo, amico e successore di M. Cesarotti sulla cattedra di eloquenza dell'ateneo padovano. Altro suo assiduo maestro fu il parroco G. Guglielmi, priore della parrocchia S. Benedetto, ubicata nei pressi dell'abitazione della famiglia Leoni; ma suo primissimo educatore, oltre che custode di alcune sue carte, fu il sacerdote P. Pierezza, residente nella stessa parrocchia.

Intrapresi gli studi letterari, storici e filosofici, poté, grazie alle agiate condizioni della famiglia, dedicarsi completamente alle lettere. Dal matrimonio con la milanese Teresa Sirtori, conclusosi con la separazione, ebbe un figlio, Gaspare Luigi, nato il 2 marzo 1843. Collaboratore, fra il 1844 e il 1847, di vari periodici e giornali, fra i quali la Rivista euganea, il Giornale euganeo, il Caffè Pedrocchi e la Rivista europea, fu in contatto con N. Tommaseo, C. Cantù, P. Giordani e altri letterati italiani e stranieri.

Fonte principale delle notizie riguardanti le vicende biografiche di Carlo Leoni è un suo diario personale rimasto inedito e pubblicato quasi un secolo dopo la sua morte: Carlo Leoni, Cronaca segreta de' miei tempi, 1845-1874, edito a Padova nel 1976 a cura e con prefazione e note di G. Toffanin jr.

In particolare, nella sua città Carlo fu assessore municipale dal 1845, fece parte del Comitato provvisorio dipartimentale durante il 1848, fu a Venezia durante l'assedio del 1849, e fu, quindi, un personaggio pubblico sorvegliato con attenzione dalla polizia austriaca.

Risulta dalla Cronaca che Carlo, pur non nascondendo la propria insofferenza per la dominazione austriaca e fornendo appoggi al movimento patriottico locale, cercò di mantenere una certa indipendenza sul piano politico. Un suo scritto del 1847, intitolato Lettera d'un galantuomo ai Lombardo-Veneti, evidenzia nei confronti dei fermenti liberali un punto di vista abbastanza scettico sul grado di maturità politica del Lombardo-Veneto e si conclude con l'invito ai concittadini a dare prova di razionalità civica e a evitare impari conflitti con l'occupante austriaco.

A quanto afferma lo stesso Leoni, i primi lavori da lui pubblicati furono dodici iscrizioni inserite in una strenna del 1834, che A. Manzoni, suo parente, avrebbe elogiato allorché lo ricevette in visita nel 1835, ma di cui gli studiosi non hanno trovato traccia.

Certamente editi furono, invece, tre brevi racconti storici nei quali erano ricostruite le vicende di personaggi femminili di particolare spessore: Lucrezia degli Obizzi, Milano 1836; Speronella, o L'origine della Lega lombarda. Storia del secolo duodecimo e Giovanna dei Cortuso, Padova 1837.

Dopo questo esordio, Carlo individuò due fondamentali indirizzi per i suoi interessi di studioso: la divulgazione storico-letteraria e l'iscrizione epigrafica in lingua italiana, sulle orme di P. Giordani (il quale aveva propugnato, in epigrafia, la sostituzione della tradizionale lingua latina con l'italiano). L'opera  che testimoniò la profonda competenza di Carlo Leoni in questo campo fu pubblicata a Padova nel 1842 con il titolo Cento iscrizioni italiane.

Una malattia di origine nervosa che lo accompagnò per tutta la vita costrinse Carlo a condurre un'esistenza appartata, lontana da occasioni mondane. Tuttavia, la fama di cui godeva in ambito locale gli procurò qualche noia con la polizia non solo per motivi politici ma anche per la censura che colpì alcuni testi della sua produzione letteraria.Fin dal 1842, infatti, l'ufficio di revisione di Milano aveva rilevato la presenza di concetti "antigovernativi" in un suo volume di Opere storiche; dopo varie correzioni, il lavoro vide la luce nel 1844, ma l'anno dopo la questione fu riaperta dalla direzione della revisione. Stessa sorte toccò nel 1865 a un'altra opera, Dante, storia e poesia, pubblicata a Venezia in occasione del sesto centenario della nascita dell'Alighieri e subito sequestrata su richiesta del patriarca di Venezia "perché avversa al dominio temporale".

Un capitolo a parte meriterebbe la questione relativa al restauro del sepolcro di Petrarca sito in Arquà: ne fu incaricato Carlo Leoni che però, a seguito di varie difficoltà burocratiche e di conflitti di competenza con implicazioni anche politiche, fu addirittura processato con l'accusa di "violata sepoltura".

Morì a Padova il 13 luglio 1874.

Fonte: DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI - Treccani
Ultimo aggiornamento Martedì 08 Marzo 2011 09:10
 


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