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Venerdì 25 Marzo 2011 11:20
150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA

17 marzo 2011

Cerimonia in  Piazza dei Signori a Padova

Intervento del Sindaco di Padova Flavio Zanonato


Gentili autorità, care cittadine cari cittadini, Padova – in questi giorni – è stata la capitale del Veneto per quanto riguarda le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia.

Ieri sera, al Palazzo della Ragione il Consiglio provinciale e il Consiglio comunale si sono riuniti in seduta congiunta in Palazzo della Ragione, dove  - nel corso della serata si è poi tenuto un bellissimo concerto; questa mattina l'alza bandiera qui in Piazza dei Signori, tra poco – all'Aula Magna del 'Bo – si riunirà in Consiglio regionale.

Siamo particolarmente orgogliosi della centralità della nostra città in questa particolare occasione, ma siamo anche consapevoli che non poteva essere diversamente.

Padova, infatti, ha svolto un ruolo fondamentale nel Risorgimento e sono davvero tanti i cittadini padovani che sono stati protagonisti del processo di unificazione e di indipendenza del Paese.

Ne cito due su tutti: Alberto Cavalletto e Ippolito Nievo.

Il primo era un ingegnere idraulico alle dipendenze dello Stato Austriaco che rinunciò ad un'importante promozione quando gli fu chiesto un giuramento di fedeltà al Paese invasore, che contribuì a combattere arruolandosi nel corpo franco padovano.

Ippolito Nievo per pochi giorni non riuscì a realizzare il suo sogno: vedere finalmente realizzato il sogno unitario. Arruolatosi nei Mille, morì infatti il 4 marzo del 1861, in un naufragio nel mar Tirreno. Era uno scrittore padovano e un patriota italiano.

Furono decine gli studenti che si arruolarono con i garibaldini e molti di loro – già nel 1848 – si ribellarono agli austriaci raccogliendo l'appoggio spontaneo di una parte importante del popolo padovano.

Ma non ci sono solo queste ragioni storiche a rendere Padova sede naturale di un numero così rilevante di eventi, c'è innanzitutto il sentimento fortissimo che lega i padovani all'Italia.

Per rendersene conto basta fare un giro per la città, in centro o in periferia, per vedere le tantissime bandiere che colorano monumenti, piazze, finestre, e la stessa presenza qui questa mattina dimostra un patriottismo forte e condiviso.

Evidentemente i valori di libertà, uguaglianza, fraternità che ispirarono il risorgimento padovano, veneto e nazionale (solennemente sanciti nella nostra Costituzione, frutto della Resistenza, seconda e decisiva tappa dell'Unità nazionale) sono, non solo attuali, ma profondamente radicati nel nostro animo.

Ci sentiamo italiani non solo e non tanto perché orgogliosi del nostro passato, ma perché ancora oggi ci sentiamo parte di una cultura che fa parte del nostro presente e che vogliamo portare con noi nel futuro.

Sono ancora tante le ragioni che ci rendono orgogliosi di essere italiani.

Per esempio il coraggio, la professionalità, la generosità, il senso di umanità con cui i nostri militari operano nelle principali aree di crisi del mondo per promuovere la pace e sostenere popolazioni martoriate dal terrorismo, dalla fame, dalle guerre.

Non vanno dimenticati, soprattutto in una occasione come quella di oggi. E consentitemi una considerazione: chi in Parlamento vota a favore delle missioni internazionali all'estero, non può non riconoscersi nell'Italia per conto della quale quei miliari rischiano e, purtroppo, a volte perdono la vita.

Siamo orgogliosi di essere italiani per lo straordinario patrimonio artistico che tutto il mondo ci invidia e al quale dovremmo voler più bene, valorizzandolo e trasformando in uno straordinario fattore di crescita economica e civile.

Siamo orgogliosi di essere italiani per la generosità che sappiamo mettere in campo ogni volta che una parte del nostro Paese è in difficoltà. Lo hanno dimostrato i veneti in occasione del terremoto de L'Aquila, lo hanno dimostrato gli italiani in occasione dell'alluvione che ha colpito il nostro territorio.

A questo proposito consentitemi un pensiero di solidarietà e di vicinanza al popolo giapponese, che sentiamo nostro fratello, e al quale dimostreremo un sostegno concreto per aiutarlo a superare il dramma che lo ha colpito e che è tutt'ora in corso.

Siamo orgogliosi di essere italiani per le nostre straordinarie eccellenze: la Ferrari, la Ducati, i prodotti manifatturieri, e per quegli italiani che nella ricerca scientifica, nello sport, nell'arte hanno saputo farsi valere ed apprezzare in tutto il mondo.

Credo sia questo il senso di questo 17 marzo e sono sicuro che i sentimenti che proviamo noi che siamo qui siano condivisi dalla stragrande maggioranza non solo dei cittadini Padova, ma anche dei cittadini veneti e del resto del Paese .

Non serve essere degli storici di professione per capire la veridicità dell'affermazione del Presidente Napolitano, secondo il quale se fossimo restati divisi saremmo stati spazzati via dalla storia, così come non serve essere degli indovini per comprendere che serve l'Unità dell'Europa e non la secessione dall'Italia per affrontare e vincere le sfide che ci attendono.

Non tutto funziona per il meglio, molti problemi sono rimasti in risolti, le differenze delle diverse regioni italiane fanno fatica ad appianarsi. Non mancheranno le occasioni per approfondire ciò che in questi 150 anni è andato storto e cosa va riformato del nostro modo di stare insieme.

Ma faremo tutto questo con la consapevolezza che allo stare insieme non abbiamo alternative.

Volgiamo lo sguardo in avanti, senza recriminare su ciò che è stato, ma raccogliendo tutte le energie di cui disponiamo per lasciare in eredità alle nuove generazioni un Paese, l'Italia, di cui continuare ad essere orgogliosi.

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Marzo 2011 13:25
 


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