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Guadalberta Alaide Beccari PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Febbraio 2011 09:13

GUADALBERTA ALAIDE BECCARI

Nacque a Padova nel 1842 in una famiglia di mazziniani repubblicani convinti e per questo costretti all'esilio. Ebbe un'infanzia difficile e drammatica, fu l'unica sopravvissuta di dodici fratelli.

Non seguì alcun corso regolare di studi superiori, ma compì una sorta di apprendistato letterario e politico grazie alle molte letture personali e ancor più in quanto segretaria del padre, noto traduttore e adattatore di commedie dal francese, nonché direttore della patavina Compagnia dei Solerti, nella quale recitava anche la madre.

Allo scoppio della seconda guerra d’indipendenza Gualberta emigrò con la famiglia a Modena, in territorio insorto, dove il padre continuò la sua attività teatrale anche tra le file dell'esercito regio in cui si era arruolato. Tornata a Padova dopo l'annessione del Veneto, fondò nell'aprile del '1868 il noto periodico «La donna» (1868-1891), che per anni – anche dopo i trasferimenti a Venezia e poi a Bologna - fu il principale organo del movimento per l'emancipazione femminile in Italia e annoverò tra le sue collaboratrici esponenti quali Anna Maria Mozzoni, Elena Ballio, Luisa Tosco e Giorgina Saffi.

L'insegnamento repubblicano imparato in famiglia dal padre era soprattutto basato su di un aspetto fondamentale: l'istruzione e l'educazione. La rivista fu ideata con finalità pedagogiche e di formazione delle giovani donne. Questi i temi più forti e scomodi trattati nelle pagine della rivista: diritti della donna, uguaglianza universale e umana redenzione, divorzio, prostituzione. Ebbe molte collaboratrici donne, le antesignane delle moderne giornaliste che, però, dovevano dimostrare oltre alla capacità professionale anche spirito di abnegazione e volonta a condurre una lotta all'avanguardia.

Nella rivista vennero pubblicate numerose opere poetiche e pagine di letteratura prodotte da autrici famose o sconosciute. Questo permise alle lettrici di aumentare le proprie conoscenze ma permise anche alle autrici di iniziare ad affermarsi nel campo delle lettere e della cultura, un campo fino ad allora quasi completamente ad appannaggio della sola componente maschile della società. La rivista conteneva anche intere sezioni dedicate all'annuncio dei successi delle donne come pubblicazioni di diplomi, lauree, vittoria in concorsi o premi di varia natura.

La Beccari, cresciuta nel periodo politico pre-unitatario, non rinunciò a scrivere articoli inerenti a fatti politici. Per questo molte furono le critiche alla rivista e a lei proveniventi dagli ambienti liberal-conservatori e cattolici-clericali. La Beccari rifiutò sempre di essere  vista come una donna con caratteristiche maschili. Lei si considerava una donna che, come tutte le donne, poteva svolgere anche funzioni ritenute prettamente maschili. Le donne, riteneva la Beccari, necessitavano di una buona preparazione culturale e di un grande spirito di volontà per ottenere ottimi risultati in tutti i campi del sapere, proprio come gli uomini.

Nel 1890 la rivista cessò le pubblicazioni anche a seguito di un declino psico-fisico della fondatrice la quale morì sola nelle vicinanza di Bologna nel 1906.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Marzo 2011 09:53
 


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