Vincenzo Stefano Breda Stampa
Lunedì 21 Febbraio 2011 09:05

VINCENZO STEFANO BREDA

Industriale - Patriota - Benefattore

Nacque a Limena (Padova) il 30 aprile 1825 da Giovanni e da Angela Zanon, in una famiglia di piccoli commercianti che era imparentata ad un altro ramo dei Breda, quello di Felice Luigi, padre di Ernesto. Laureatosi a Padova in scienze matematiche (1847), prese a lavorare come dipendente della locale ditta di costruzioni ferroviarie Talachini. Fervente patriota partecipò alla prima guerra di indipendenza e nel 1859 combatté a Sorio e Montebello con le truppe del generale Sanfermo, guadagnandosi una medaglia al valor militare. Più tardi sarà tra i finanziatori della costruzione degli ossari di Solferino e San Martino.

Dal 1854, lasciata la Talachini, il Breda si metteva in proprio, avviando la Società per le strade ferrate dell'Italia centrale. Nel 1859 a Genova, insieme con N. B. Accini e G. Bernardi, tentava l'avvio di una società per l'impianto di un'officina di gas portatile, progetto che insieme con un altro, volto a creare un'iniziativa analoga a Venezia, fu poi subito ceduto a una società francese.

Partecipò attivamente alla vita politica del paese. Nel 1866 veniva eletto consigliere comunale a Padova e nello stesso anno deputato del 20 collegio della stessa città.


Le attività del Breda come uomo d'affari, come politico e parlamentare furono strettamente connesse. Breda appoggiò i governi della Destra fino al 1876, quando si aggregò al gruppo di deputati toscani che determinarono la caduta dell'ultimo ministero Minghetti.

I suoi precedenti di patriota, la sua posizione in ascesa di finanziere e uomo d'affari lo legarono alla classe dirigente politica del tempo e in particolar modo al ministro delle finanze Cambray-Digny.

Nel 1872 fu costituita a Padova la Società veneta per imprese e costruzioni pubbliche di cui il Breda divenne presidente. Egli  estese l'attività in diversi settori  tra i quali  la costruzione degli acquedotti di Venezia e di Napoli, la costruzione del Ministero delle Finanze di Roma , la costruzione e gestione di vari tronconi della rete ferroviaria veneta e lombarda oltre ad interventi quali l'appalto dei porti di  Genova e di Palermo nonchè la Società degli altiforni, acciaierie e fonderie di Terni nel 1884.  L'attività della Società veneta ebbe come uno dei suoi punti di riferimento costante la politica di opere pubbliche dello Stato unitario. All'indomani dell'annessione del Veneto, Breda insieme all'on. Fambri proponeva al Cambray-Digny un progetto di legge per una sottoscrizione nazionale per gli armamenti e l'industria bellica.

Interprete dei disegni di sviluppo industriale di uno dei maggiori gruppi finanziari del paese, il Breda venne acquistando presso la classe dirigente politica del tempo fama di uomo esperto e preparato con la sua qualificata partecipazione ai dibattiti parlamentari; nel 1867 elaborava un progetto di legge per l'alienazione dei beni ecclesiastici e interveniva nella discussione a favore dell'abolizione della vecchia tassa del 4% sull'entrata fondiaria che interessava il Veneto sebbene in contrasto con la posizione del governo. Il tema centrale della sua attività parlamentare e politica rimase quello dello sviluppo nazionale dei nuovi settori produttivi della siderurgia e della connessa industria bellica.

II Breda  lasciava la Camera dei deputati nel 1879; l'anno precedente era stato protagonista di uno scontro parlamentare col Depretis durante la discussione sul riscatto e la concessione di nuove licenze di tratti di ferrovia nel Veneto; pochi mesi dopo votava contro il bilancio preventivo presentato dal deputato di Stradella.

Nell'aprile del 1884 Breda fondò la Società degli altiforni fonderie e acciaierie di Terni.

Il programma industriale relativo alle acciaierie subì una brusca interruzione per mancanza di fondi nel 1887. Nel 1890 Breda venne nominato Senatore del Regno ma comtemporaneamente la sua gestione dell'acciaieria fu oggetto di molte critiche tanto che nel 1891 fu allontanato dalla direzione dell'azienda. Nel 1899 Breda riusci  attraverso una serie di accordi con il gruppo di controllo della Società degli altiforni acciaierie e fonderie di Terni  a mantenere la presidenza dell'azienda.

Breda, nel 1901, fece costruire a Ponte di Brenta (PD) un asilo in onore della madre Angela e una casa di riposo per gli anziani, intitolata alla moglie Rosa.  Bambini e anziani bisognosi venivano ospitati gratuitamente.

Appassionato di cavalli inaugurò sempre nel 1901 l'Iippodromo di Ponte di Brenta.

Morì il 4 gennaio 1903 nella sua villa di Ponte di Brenta.

Fonte: DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI - Treccani
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Marzo 2011 12:32